Peppe Barra
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DATI FISICI
Luogo di Nascita:
Napoli
Altezza:
1.70
Colore Occhi:
neri
Colore Capelli:
brizzolati
ATTORE / DOPPIATORE
LINGUE CONOSCIUTE
inglese
DIALETTI
napoletano
Video
SHOWREEL
Italiano
Esperienze Professionali
Giuseppe Barra è figlio d’arte e nasce a Roma da una famiglia di artisti napoletani. E’ subito attratto dal mondo del teatro ed inizia prestissimo a respirare aria di palcoscenico. Comincia prima con “Zietta Liù", famosa maestra di recitazione, prima come bambino attore e subito dopo come insegnante.Dalla madre eredita la felicità di stare in scena: da bambino frequenta importanti scuole di teatro e dizione e inizia così la sua carriera di attore. Inizia a recitare da bambino lavorando nel teatro di ricerca con G. Vitiello e subito dopo come professionista al Centro Teatro Esse.Sin da principio nei suoi spettacoli teatrali predilige la musica e il canto. Nella seconda metà dei 70 è stato uno degli indiscussi protagonisti della ''Gatta Cenerentola'' l’opera teatrale di De Simone. Con la NCCP si esibirà in molti paesi europei partecipando ad importantissimi festival, mentre con la regia di De Simone rappresenterà altri spettacoli, tra cui “La cantata dei pastori”, “Li zite 'ngalera”, “Festa di Piedigrotta”, “L’Opera Buffa del giovedì santo” e“Eden Teatro”.
Nel 1978 dopo aver lasciato la NCCP, partecipa alla ''Serata d’onore'' con E. De Filippo, una serata televisiva sul teatro di Edurado, trasmessa in Tv e condotta da V. Gassman.
Nello stesso anno interpreta la parte di “Giardino”, nel film “Giallo Napoletano” di S. Corbucci, al fianco di attori come M. Mastroianni, P. De Filippo, O. Muti e R. Pozzetto.
Nel 1980 vince il premio IDI Saint Vincent come attore e nel 1981 vince il premio Maschera d’oro. Partecipa inoltre al film “La pelle” di L. Cavani Barra interpreta la parte di un sarto.
Nel 1982 in occasione del Carnevale di Venezia, M. Scaparro lo invita ad esibirsi in un assolo: nasce così “Peppe e Barra”, scherzo in musica in due tempi, scritto insieme a L. Lambertini su musiche di E. Bennato dove compare, a sorpresa, la madre C. Barra, che da allora parteciperà a tutti gli spettacoli del figlio. Dall’incredibile successo di quello spettacolo, nasce il sodalizio con Lambertini, con la fondazione della Compagnia Peppe & Barra, che ha prodotto e distribuito, in tutti i più importanti Festival italiani e stranieri, numerosissimi spettacoli. E nel 1983 esce un disco per la Fonoprint intitolato proprio “Peppe e Barra”. Sempre nel 1983 fu Sancho Panza nei Frammenti teatrali del “Don Chisciotte”, diventato poi uno sceneggiato di cinque puntate con P. Micol e con la regia di M. Scaparro.
Nel frattempo continuano i successi della compagnia Peppe & Barra e nascono spettacoli come “Senza mani e senza piedi” (1984), “Zeza” (1984), “Sempresì, ovvero il segreto per essere felici “(1985), "Varietà c'est moi" (1986), “Nel regno di Pulcinella” (1987) che vede la regia dello stesso Barra con L.Lambertini, “Signori, io sono il comico” (1987), “Il principe di Sansevero”, “La festa del principe" (1988), “Cantata a Viviani” (1988). E nel 1988 esce un altro disco della compagnia Peppe e Barra, stavolta prodotto dalla Chicco Music. Il disco si intitola “Peppe e Concetta Barra n.1”.
Nel frattempo continuano i successi teatrali, e i numerosi spettacoli come “Il re applaude”, “Il matrimonio di Vicenzella” (1989), La Cantata dei Pastori(1990), “Na santarella” (1991) Salomé - conversazioni con la mamma di Giancarlo Sepe(1991), “Katakatascia” (1992), “Flik e Flok” (1992).Nel 1992 partecipa anche al film “17, ovvero l'incredibile e triste storia del cinico Rudy Caino” di E. Caria, che vede tra i protagonisti anche G. Mauriello. Un anno dopo, nel 1993 metterà in scena “Ricordi d’amore“ (1993), dedicato alla madre Concetta appena scomparsa. E in vari momenti della sua carriera ha anche preso parte a film televisivi: nel 1983 lo avevamo visto in “Artisti”, in onda su Raitre, nel 1987 sempre su Raitre in “Nel regno di Pulcinella“ ed infine nel 1990 in tv oltre che per “La cantata dei pastori”, compare anche su Raidue in occasione del già citato ”Signori, io sono il comico”.
Interprete magistrale sia di canzoni che di tammurriate, di liriche teatrali e di poesie, Barra compone in unico affresco sonoro, melodico e ritmato, gli echi del passato e i moderni ritmi del Mediterraneo. Conoscitore e attento ricercatore di tradizioni popolari popolare, Barra si dimostra particolarmente felice di contaminare i generi musicali. Il suo repertorio contiene pezzi classici e brani suoi o, di autori a lui vicini, sempre eseguiti in dialetto per dare maggiore forza al significato dei testi che hanno per tema esperienze autobiografiche: l'amore, la vita e la morte, quell’ironia e quel sarcasmo tutti partenopei che Barra esprime come nessun altro. Agli inizi degli anni ’90 approda al suo esordio discografico come solista con "Mo’ VENE". Un disco ( a cui parteciparono B. Cobham, F. Don Moye dell’Art Ensemble Of Chicago e l’adorata mamma Concetta) in cui, ancora una volta, vengono esaltate le sue camaleontiche e ricercate doti espressive e si afferma con forza la sua capacità di interpretare in maniera nuova la musica popolare. Vince la targa Tecno 1993 quale migliore interprete per l’anno in corso.
Il 3 gennaio del 1994 al Teatro Mercadante, per un concerto in omaggio ad E. Caliendo, si riunisce la storica formazione della Nuova Compagnia di Canto Popolare, con Barra, G.Mauriello, F.Vetere, P.Trampetti, C.D'Angiò, E.Bennato, N.Areni, C.Sfogli, (la formazione comprendeva anche M. Di Domenico).
Negli anni 90 ha inoltre messo in scena spettacoli come“Nerone” (1994), “La zia di Carlo” (1995),”Una tragedia tutta da ridere” con la regia di G. Imparato (1996), “Lengua serpentina” da G. Basile (1997), ''La ballata di Donna Lucrezia'' (1998). Con la regia di F. Crivelli ha partecipato alle stagioni estive dell’ Operetta al Teatro Massimo di Palermo.
Dopo aver registrato per la RAI venti tra le più belle favole tratte da "Lu Cunti de li Cunti", ovvero il “Pentamerone" di G. Basile, Barra traduce questa esperienza in uno spettacolo teatrale: ''Lengua Serpentina''. Il linguaggio fiabesco si combina con la gestualità dell’artista, simbolo della napoletanità e si fonde con gli arrangiamenti di S.Riccardi e le musiche del violinista-compositore L. Cannavacciuolo, quest’ultimo ormai assiduo collaboratore di Barra. Per questo spettacolo,il Festival delle Cinque Terre di Riomaggiore edizione 2000 gli consegna nella serata dedicata al Teatro e al Cinema il Premio Dioniso. Nel 1998 oltre ad apparire nella serie televisiva “Le ragazze di piazza di Spagna”, partecipa anche al film “Il mare di sotto” di S. Dionisio.
F. de Andre’ gli chiede l’adattamento e l’interpretazione in napoletano del suo brano "Bocca di rosa" e lo inserisce nell’ LP "Canti Randagi". Inizia così tra i due una relazione molto bella sia dal punto di vista artistico che umano. Tanto che nel 1999, dopo la prematura scomparsa del cantautore, quando Genova organizza il suo "Tributo a De André", la famiglia De André vorrà la presenza di Peppe Barra come fulcro dell’intera manifestazione, rendendo ancora più evidente e più forte il sodalizio tra i due artisti. Allestisce lo spettacolo "Napoli; dal ‘600 ai giorni nostri" in cui spazia da Paisiello a Mozart, da Cimarosa a Peter Gabriel, passando da "Bocca di rosa" a "Barcarola" (brano tratto da un disco di Concetta Barra). Alla IX Edizione del Festival del Mediterraneo (luglio 2000), che si tiene a Genova, Peppe Barra rappresenta l’Italia come maestro di voce e protagonista del recupero della tradizione popolare. Partecipa inoltre, al film “Welcome Albania” di F. Maria Cortesi, con G. Giannini.
Nel dicembre del 2000 interpreta il ruolo di Mister Peachum ne’ ''L’Opera da tre soldi'' di B. Brecht e K. Weill diretta dal maestro H. Carl Gruber (il direttore dell’ Ensemble Modern di Francoforte). Intanto ha continuato il suo lavoro di sperimentazione di nuove sonorità e di utilizzo della voce come strumento avvicinandosi decisamente al filone della "World Music".
Ad aprile 2001 esce il suo secondo disco, "Guerra". Attualmente Barra è uno tra i più significativi artisti partenopei del nostro tempo e lo si può considerare ambasciatore della musica italiana all’estero. E’ il direttore artistico della “Rassegna internazionale della musica etnica” edizione 2000 - 2001 mentre a teatro rappresenta “Il borghese gentiluomo” di Moliere,insieme a C. Bindi e P. Trampetti (ex componente della Nuova Compagnia di Canto Popolare).
Nel 2002 il suo nuovo spettacolo “Suonno”, in un repertorio che comprende oltre alle nuove canzoni dell’album appena uscito “Guerra”, anche classici della canzone napoletana oltre ai vari riferimenti storici come Pulcinella protagonista di un brano esilarante tratto da "I due marchesi di Roccabruna" di D. Cimarosa.
Dopo aver partecipato nel film “Pinocchio” di R. Benigni, film nel quale interpreta la parte del Grillo Parlante, Barra riprende gli incontri con gli studenti nelle università, e lo spettacolo “Peppe Barra racconta”, riscuote grandissimo successo anche tra il pubblico giovanissimo. Partecipa alla trasmissione televisiva “Chiambretti c’è”, mentre in giro per l’Italia rappresenta il “Don Giovanni” diretto da M. Scaparro con musiche di N. Piovani.
E’ inoltre importante segnalare la sua partecipazione al film ''Cuore Napoletano''.
Nel 2003 esce il libro “Le vecchie vergini” di P. Barra e M. Andreoli, una fiaba in lingua italonapoletana che comprenderà un opera teatrale, una videocassetta, un CD comprendente la colonna sonora dello spettacolo e un film di animazione. E con il nuovo repertorio musicale, rivisitato e aggiornato prepara lo spettacolo “Marea marè” suddiviso in parti cantate e in parti recitate con M. Andrei. Il nuovo disco si intitolerà ''Peppe Barra in concerto'', che oltre ad essere il suo primo disco dal vivo come solista, è anche tutto sommato la storia di questo grande artista napoletano, sempre in continuo viaggio e in continua crescita. A dicembre del 2003 delizia il pubblico del Trianon con lo spettacolo ''La cantata dei pastori'', mentre contemporaneamente esce nelle sale cinematografiche il film ''Opopomoz'', un film cartoneanimato nel quale Barra doppia ben 2 personaggi. Sarà anche protagonista del capodanno del 2004 in Piazza del Plebiscito nella sua amata Napoli, prima di partire per New York dove rappresenterà l’Italia in qualità di artista cantante e attore.
Oggi, Peppe Barra rappresenta l’Italia come maestro di voce ed è protagonista del recupero della tradizione popolare musicale e teatrale.